Ma di cosa? Di piangere?

Non ho mai capito cosa si intendesse con questa frase.
I bambini piangono e a un certo punto smettono di piangere perché si stufano, ma di cosa? Di piangere? Di aspettare?

Il pianto è la prima comunicazione che ha a disposizione un neonato, che col passare delle settimane affinerà, in base alle risposte che riceverà dagli adulti, in tono e modalità di pianto.

Un neonato che piange è un neonato che va ascoltato, capito e al quale va data rassicurazione e contenimento fisico ma sopratutto emotivo.

Un bambino che sa parlare quando piange è un bambino che manifesta un disagio, un dispiacere, un imbarazzo, un’ansia.

Il pianto è un modo per comunicare i propri bisogni e necessità.
Allenando la reciprocità pianto-risposta si permette al piccolo di affinare i suoi strumenti e interiorizzare il senso di reciprocità con gli altri che permettono anche lo sviluppo del sentimento dell’empatia.

Le emozioni infantili non si sono evolute solo allo scopo di manifestare stati di bisogno ma anche al fine di aumentare le interazioni sociali.

Ti è mai capitato che qualcuno ti dicesse di non consolare il piccolo? O che si lamentasse perché “il bambino piange troppo”